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sabato, gennaio 10, 2004
 

HELP! S.O.S. INFORMATICO URGENTEMENTE CERCASI.

Chi frequenta di tanto in tanto questo blog si sarà accorto che da un mese non viene aggiornato. Come precedentemente accennatovi, la ragione non è solamente attribuibile alle festività: in realtà dal PC di casa non riesco più a connettermi ad internet. Dopo un mese di tentativi vi racconto la cronologia della mia odissea informatica, nella speranza che qualcuno sappia aiutarmi.

Il mio PC è un assemblato con scheda madre ASUS P4T (Socket 423 P4, Intel 850 Chipset). Fino a poco tempo fa il sistema operativo usato era Windows 2000 Professional. Le mie connessioni sono sempre avvenute tramite modem interno standard a 56k.

I miei problemi sono cominciati allorchè ho improvvidamente disinstallato (tramite la procedura 'installazione applicazioni') il Windows Media Player. Volevo installarne la versione più recente, e ho stupidamente pensato di disinstallare prima quella vecchia.
Comunque da quel momento il software di masterizzazione (Easy Cd Creator) non ne voleva più sapere di riconoscere il masterizzatore.

Dopo alcuni ulteriori problemi con la gestione risorse e aggiornamenti di driver vari, il sistema è diventato instabile fino a diventare non bootabile.

Dopo alcuni passaggi che ometto, ho infine formattato la partizione principale, l'ho partizionata ulteriormente in due e vi ho installato sia Windows 2000 Pro sia Windows XP Pro (ovviamente nelle due partizioni diverse).

E qui ho cominciato ad avere problemi col modem.

Win2000 in gestione risorse riconosceva (con punto interrogativo) due risorse diverse: un 'controller PCI' e un 'PCI device'. Dopo alcune travagliate operazioni con i driver ho scaricato quelli corrispondenti al mio modem.

Non funzionano: fatto partire il tentativo di connessione, il modem non fa neanche il rumore della composizione del numero, e dopo qualche decina di secondi appare un messaggio di errore (del tipo 'il modem non risponde' o 'connessione non riuscita' o qualcosa del genere).

WinXP si è comportato in maniera più bizzarra: per un certo periodo in 'gestione risorse' non dava la minima traccia del modem, poi un bel giorno è comparso come per meraviglia dopo l'installazione di alcune applicazioni che, inutile dirlo, col modem sembrava non c'entrassero proprio nulla. Ma anche qui, al tentativo di connessione, niente suono di composizione e messaggio di errore.

Aperto il case, ho anche provato a inserire il modem in un altro slot: niente da fare, stessi problemi.

Appurato che non si trattava dei driver, che non si trattava dei cavi o della linea (ho il telefono come sempre attaccato al modem e funziona perfettamente), che i settaggi sembrano corretti, che il sistema dialogava (pare) correttamente col modem e tutto il resto sembra funzionare per bene, arriviamo a ieri quando, in preda al più cupo scoramento, ho deciso di fare il tentativo di comprare un modem nuovo e provare con quello.

Spesi una quindicina di euro per un Q-Tec 561Mi 56k PCI Modem, con chipset Intel, montato, installati i driver, provo la connessione........ stessi problemi di prima!!

Per l'esattezza fatto partire il tentativo di connessione, dopo una ventina di secondi di 'Connessione in corso' durante i quali però non viene neanche composto il numero, visto che contemporaneamente potrei tranquillamente fare una telefonata (il telefono da il segnale 'libero'), Windows XP mi dice:

"Errore 678: il computer remoto non risponde.  Per assistenza scegliere ulteriori informazioni o consultare la guida in linea... etc. etc."

ma se metto la spunta, fra le proprietà del modem, a 'attendi il segnale prima di comporre il numero', mi da un messaggio di errore diverso:

"Apertura porta in corso....
Errore 680: segnale assente."

Inutile dire che la 'Risoluzione problemi' non fornisce suggerimenti calzanti.

Ora spero che qualche anima buona che passi da queste parti mi dia la dritta giusta per capire di cosa si tratti perchè credo di aver provato tutte le possibilità cui riesco ad arrivare con le mie (scarse) conoscenze.

Chi voglia arrischiare una diagnosi (e magari una terapia) ricordi che:

- i driver del modem sono quelli giusti

- il sistema operativo è stato appena riinstallato dopo formattazione dell'HD. Il sistema è stabile e funziona perfettamente.

- il modem dovrebbe essere funzionante in quanto nuovo di zecca.

- in 'Gestione Risorse' sembra che tutto vada perfettamente: niente conflitti fra periferiche, driver ok, modem attivato e (nominalmente) funzionante correttamente...

- se interrogato (tramite la funzione 'Diagnostica') il modem risponde così:

ATQ0V1E0 - OK

AT+GMM - Intel(R) 537EP Modem

       H.324 video-ready rev. 1.0

AT+FCLASS=? - 0,1,8

AT#CLS=? - Comando non supportato

AT+GCI? - +GCI: 59

AT+GCI=? - +GCI: (B5,61,35,14,25,27,85,88,98,A9,BC,A5,31,3C,82,52,57,58,68,A0,AE,42,0A,A6,2D,46,59,69,7B,B4,0F,3D,8B,84,00,B8,09,6C,26,50,9C,7E,07,16,73,E3,53,89,54,0B,0E,12,49,4E,4F,5B,7F,87,8C,A3,AC,B7,BB,C4,4D,E0,51,E2,B3,FC,20,2B,33,37,41,45,8A,36,2E,9F,E1,1B,FA,F8,F7,A1

ATI1 - Intel(R) 537EP Modem

ATI2 - Intel Corporation

ATI3 - 537EP

ATI4 - 537EP  Release 4.58.1  - May 27 2003 - 16:19:32

ATI5 - CP Code Location: Host PC

       DSP Code Location: Host PC

       Host Interface: PCI

ATI6 - DSP Software Version : 2.1.47.65

ATI7 - OK


Vi prego, se ci capite qualcosa, prima che butti il computer da una finestra, fate un fischio...





postato da luoghicomuni | 14:03 | commenti (18)


giovedì, dicembre 04, 2003
 


 IL BLOG VA IN VACANZA.


Per problemi tecnici indipendenti dalla mia volontà  e con l'arrivo delle festività si prospetta il prolungamento della mia assenza fino ai primi giorni dell'anno nuovo.

Saluto ed auguro buone feste a tutti: amici blogger, visitatori occasionali e compagni di accese diatribe. Arrivederci fra una decina di giorni  .


postato da luoghicomuni | 16:59 | commenti (12)
 

LE ULTIME DICHIARAZIONI DEL CAMPO ANTIMPERIALISTA.

Qualcosa sembra davvero muoversi.
Ecco gli ultimi sviluppi sul sito del Campo Antimperialista:


La campagna di criminalizzazione [sic] della manifestazione del 13 dicembre, ovvero le pressioni degli ambienti americanisti e sionisti [sic] , sono talmente potenti che Fassino, Bertinotti e la segreteria della CGIL hanno ritenuto di dover scendere in campo in prima persona per intimare a tutti i loro iscritti di ritirare la loro firma dall'appello *con il popolo iracheno che resiste* (...)

Dopo aver scoperto che iscritti ai DS, al PRC e alla CGIL avevano sottoscritto l'appello per la manifestazione del 13/12, il giornalista Aldo Torchiaro ha chiesto, dalle colonne del giornale L'Opinione, cosa ne pensassero i dirigenti di queste organizzazioni. Le risposte non si sono fatte attendere. Per prima si e' mossa la Segreteria nazionale della CGIL, che ha obbligato coloro i quali avevano firmato l'appello a ritirare immediatamente la firma. Poi e' stata la volta della Direzione nazionale dei D.S. (...)

Queste intimidazioni [sic] hanno ben presto centrato il bersaglio. Spaventati [sic] diversi iscritti alla CGIL e ai D.S. hanno ritirato la loro adesione alla manifestazione.

Ha sostanzialmente naufragato, invece, il tentativo di Fausto Bertinotti, di riportare all'ovile alcuni dirigenti del suo partito, i quali, nonostante le martellanti pressioni, hanno deciso di confermare la loro adesione. Altri anzi si sono aggiunti dopo aver saputo di questo ultimatum [sic] . (...)

Solo un nota a commento. Bertinotti trova incompatibile l'appartenenza ad un partito che si dice comunista e la sottoscrizione di un Appello di solidarieta' con la Resistenza irachena. Trova invece perfettamente legittima l'appartenenza di quei dirigenti del PRC che hanno non solo sfilato con Forza Italia e AN in retoriche sfilate antiterroriste, ma votato assieme alle destre, in numerosi consigli regionali, provinciali e comunali ordini del giorno unitari contro *la violenza e il terrorismo*. (...)


Uh, che scandalo. Addirittura ci sono dei compagni di Rifondazione che hanno preso pubblicamente posizione contro la violenza e il terrorismo?
Una vergogna, secondo gli Antimperialisti. Gente il cui messaggio di fondo è meglio Saddam che i McDonald.

Che dire?
La prima cosa che mi viene in mente è: coraggio, Bertinotti. Vada avanti, e faccia chiarezza all'interno del Partito. Per quello che può contare, io sono dalla sua parte.

(Puntate precedenti: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7)

postato da luoghicomuni | 13:04 | commenti (4)
 

SE QUESTA NON E' UN'EMERGENZA...

Grazie a un post di I Love America (da leggere!) scopro questo impressionante grafico. E' una proiezione secondo la quale in assenza di misure strutturali nel 2050 avremo in Italia tre pensionati ogni due lavoratori.
Ma per Epifani, Pezzotta e Angeletti, Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, "non c’è nessuna emergenza previdenziale, il nostro sistema è in equilibrio ed è tra i più sostenibili in Europa" .
A questi signori è affidata la difesa degli interessi dei lavoratori.
Lascio a voi ulteriori considerazioni.

postato da luoghicomuni | 12:17 | commenti (2)


mercoledì, dicembre 03, 2003
 

ANTIMPERIALISTI: SE NE OCCUPA ANCHE IL FOGLIO

"Rossi e neri" (in pdf) .

postato da luoghicomuni | 18:17 | commenti (5)
 

DEDICATO A BEPPE GRILLO...

...ma anche ai tanti superficialoni che sproloquiano di fonti alternative, di motori a idrogeno 'puliti', già belli pronti e commercializzabili ma bloccati dalle perfide multinazionali del petrolio: un articolo del professor Franco Battaglia, docente di Chimica Fisica, che ci spiega perchè è una bufala.

Grazie a Taccuino.

postato da luoghicomuni | 18:07 | commenti (1)
 

QUANDO A SCIOPERARE E' IL SENSO CIVICO.

Giuda Maccablog illustra perfettamente la pratica di un modo proditorio e violento di far valere le proprie ragioni.

Qui invece il resoconto di una pratica nobile e nonviolenta per far valere i propri 'sacrosanti diritti'.
Un esempio da ricordare.

postato da luoghicomuni | 17:46 | commenti (1)


lunedì, dicembre 01, 2003
 

COSA PENSANO GLI IRACHENI DEGLI ATTENTATI? E DELLA RESISTENZA? E DEGLI AMERICANI?

A me sembra che la stragrande maggioranza la pensi esattamente come Omar:
I’m asking every honest man and woman and every honest government in the world to give a hand.
This is not a USA vs. Saddam battle.
And not an Iraqi people vs. Ba’athists battle.
This is the war of the free world against terrorism.
This is a war between all the good and all the evil.
If this is what they call resistance, and if this is what they call patriotism, then I am the first betrayer.
People of the world: you can not stay neutral, we're all on the (list).



Più chiaro di così...
E cosa ne pensano i pacifisti pacifinti di casa nostra?
Vi sfiora qualche dubbio?

Grazie a Random Bits.

postato da luoghicomuni | 18:32 | commenti (8)
 

E POI DICONO CHE UNO SI BUTTA SUI RADICALI...

Domanda: perchè una ragazza di vent'anni diventa radicale?
Ce lo spiega Marianna in questo splendido articolo pubblicato su disobbedisco.com.
Dietro permesso dell'autrice lo riporto integralmente (miei i grassetti); è lungo ma si legge che è un piacere.

I GIOVANI

Spesso sento dire, sia da radicali che da altri, che questo partito non riesce ad attirare i giovani, che è lontano dalle loro esigenze, che propone idee troppo difficili, che, dulcis in fundo, la tessera costa troppo. Io, essendo (insieme a molti altri) una dimostrazione vivente del contrario, vorrei cercare di dimostrare, attraverso una piccola “autobiografia”, che queste affermazioni sono stupidaggini nella migliore delle ipotesi, motivazioni di comodo nella peggiore. Premessa: sono “gggiovane”, sì, ma, come ventenne, piuttosto atipica.
Le mie parole, quindi, non saranno e nemmeno vogliono essere un manifesto generazionale o qualcosa del genere, ma soltanto l’espressione sincera di quello che penso e che sento, e un resoconto, spero fedele, del mio “avvicinamento” alla baracca radicale.

Un po’ di storia, per cominciare. Partiamo dall’estate 2001.
All’epoca non conoscevo i Radicali, se non per sentito dire: erano gente che stava spesso a dieta, gente antipatica, pignola e puntigliosa fino al ridicolo, gente che, come se non bastasse, distribuiva la “maria” in piazza, e fin qui ci potevo anche stare, ma poi si faceva arrestare auto-consegnandosi alle forze dell’ordine: e lì…“O sono dei geni o sono dei coglioni”, mi veniva fatto di pensare. Inoltre stavano simpatici a mia madre, caratteristica, questa, che solitamente basta da sola ad allontanare un adolescente da qualsiasi cosa/persona/luogo/idea.
Ora, mettetevi nei miei panni (vi staranno piuttosto larghi, probabilmente, non sono proprio una silfide, ma provateci lo stesso): ero a L’Aquila, città in confronto alla quale la grotta dei Flintstones sembra un’ambientazione futuristica, ad ottobre avrei compiuto 18 anni, al mare c’ero già andata, non avevo uno straccio di ragazzo, l’unico divertimento a mia disposizione era una mattinata in piscina a nuotare per chilometri senza fermarmi e senza pensare a niente. Pensare serviva solo a rendermi triste: il mio amore di sempre si era appena fidanzato con un’altra, né più bella né più intelligente di me (più magra sì, però, a onor del vero), e io mi chiedevo che cosa avessi di sbagliato.
La media del 9 che avevo riportato in pagella alla fine della seconda liceo? Il non saper scegliere tra destra e sinistra, non essendo però neanche capace di dire “fanno tutti schifo”? La mia ironia spesso sconfinante nel sarcasmo e nell’acidità? Il mio essere sempre alla ricerca di “altro”, di “oltre”, di qualcosa che mi andasse a perfezione?
Ripensando oggi a queste elucubrazioni, mi rendo conto che quelle che ho elencato sono tutte parti di uno stesso aspetto di me, pregio, difetto, fate voi. Questo aspetto consiste nel non riuscire a rientrare in nessuna categoria, in nessuno stereotipo, in nessun ritratto preconfezionato.
Questa, per un giovane, è già una cosa grave in generale, figurarsi a L’Aquila, dove chi non risulta etichettabile in alcun modo viene ammesso d’ufficio nella categoria dei disadattati. Avevo provato a fare la “brava ragazza”, ma il mio spirito acido e ironico si ribellava; avevo provato a fare la secchiona, ma, com’è noto, per calarsi bene in questo ruolo è necessaria una certa dose di sessuofobia, che io non possedevo e non possiedo, inoltre è necessario studiare almeno 12 ore al giorno, e io invece non ho mai perso molto tempo sui libri; di fare la dark, la mia intelligenza si rifiutava; la tipologia “pastore di montagna” che parla solo aquilano, pur molto diffusa nella mia città, non mi sembrava l’ideale (mai imparato il dialetto, per mia fortuna); per fare la “coatta” nun c’avevo er fisico e poi tiravo sempre fuori, a sproposito, qualche citazione colta; rimaneva solo una via possibile, cioè… buttarmi in politica.

Il ruolo di intellettuale-ideologa sembrava adatto a me, e la parte che avrei scelto era scontata (cfr. Totò, “Poi dice che uno si butta a sinistra…”): quella era l’estate di “No Logo” e del G8 di Genova e dei no-globbbbal e che stronzi gli U.S.A. e povero Carlo Giuliani e blablabla, che altro potevo fare se non diventare “popolo di Seattle” pure io? Mi sembrava una scelta orgogliosa, controcorrente, anticonformista; non mi rendevo conto che era per me l’unica scelta possibile, l’unica che un sociologo si sarebbe aspettato da una come me, in quel contesto.
C’era qualcosa che non mi convinceva, nella parte che stavo sostenendo: più studiavo la globalizzazione per dimostrare che processo odioso fosse e più invece mi rendevo conto che non era così; più inveivo contro gli U.S.A. e più mi rendevo conto che in realtà non c’era motivo di odiarli, ma che andavano piuttosto studiati, ammirati, rispettati; più cercavo di autoconvincermi che il liberismo fosse una concezione economica spietata e più mi chiedevo se fosse veramente così e se, in ogni caso, la pietà dovesse per forza avere a che fare con l’economia.

E poi c’era una cosa che proprio non mi andava giù, in questi “apostoli della tolleranza universale” che giravano con spranghe di ferro da abbattere su vetrine ed automobili in nome dei loro ideali: il loro antisemitismo, più o meno velato. Il bruciare la bandiera israeliana, il gridare “Sionisti-nazisti!”. Cose che mi facevano rabbrividire. All’indomani della Conferenza di Durban, dove Fidel Castro pretese di impartire agli israeliani lezioni di tolleranza, mi sentivo scossa; l’11/09/2001, pochi giorni dopo, mi sono vergognata come un cane. Mi vergognavo di aver scelto l’antiamericanismo a buon mercato, mi vergognavo di aver chiamato amici quegli stronzetti che dichiaravano con nonchalance “Gli U.S.A. se la sono voluta”, mi vergognavo di aver mai potuto amare uno che, quando gli avevo dato la notizia dell’attentato, aveva riso e detto “E vai! Non sei contenta?”.
Ho deciso allora di uscire dalla mia incapacità di fare una scelta autonoma; ho deciso di schierarmi senza equivoci, con rigore e con serietà, dalla parte della democrazia e della libertà, contro le dittature e i fondamentalismi; ho deciso di non voler più sopportare le due facce del cattocomunismo imperante in Italia, né questo Papa che prima proibisce l’uso del preservativo e poi si dichiara solidale coi malati di AIDS, né i sinistrorsi dei miei stivali, i sociologi all’ultima moda, gli intellettuali e quant’altro.
Ma mi ritrovavo sola, non c’era più nessuno ad appoggiarmi in una posizione che a parole tutti definivano “troppo comoda”, “conformista”, “alla moda” e che però, nei fatti, pochi avevano il coraggio di scegliere. L’anticonformismo che va di moda (e che, per ciò stesso, diventa quello che Pannella chiama “Il totalitarismo del conforme”) è un paradosso di proporzioni gigantesche: me ne sono accorta allora, non me lo scorderò più.

E così, ero di nuovo disorientata, senza punti di riferimento: i giovani, dicevano i tg, i professori, i giornali, dovevano essere antiamericani, non pensarla come me. “Chi cazzo sto diventando?”, mi chiedevo. La risposta me la diede mia madre, quando le esposi i miei dubbi: “Tu dici quello che dicono i radicali, cara mia”. Radicale? Io?
Cominciai a sentire quella radio misteriosa, che come musica trasmetteva solo requiem; era un lunedì mattina, io ero appena tornata dall’occupazione della scuola, Pannella parlava: cominciai ad avere concretamente nozione di una forza politica che era (anche) dalla mia parte, che regalava a tutti, e soprattutto a quelli che la odiavano di più, qualcosa di inestimabile: il diritto a “conoscere per deliberare”. Che quasi nessuno ascoltava, perché era veramente “scomoda”, impossibile da tenere a bada; che difendeva e diffondeva i principi “lib-lib-lib”. Che, in ultima analisi, era l’unica davvero dalla parte dei giovani, battendosi per la legalizzazione delle non-droghe, per la riforma delle pensioni, per i diritti degli “ultimi”, cioè i carcerati. “Quanto ci serve per iscriversi? 200 euro? Perfetto.”. Mi sono messa a fare la spazzina, e con i pochi soldi del mio stipendio che riuscivo a tenere per me (il resto andava a mia madre per pagare le spese di casa) ho “comprato”, quest’anno, una tessera che fa ridere molti (“Quella cosetta gialla…200 euro? Ma tu sei idiota…”), ma che per me vale ben più di quello che l’ho pagata.
Mi capita spesso di dire che un giovane di vent’anni è, ipso facto, un “radicale”: vuole cambiare il mondo, vuole rendere migliore la sua vita e quella altrui, vuole essere libero, vuole sentirsi un eroe, non è capace di mezze misure. Se non si avvicina ai Radicali veri, spesso ciò non dipende dal costo della tessera, ma (oltre che dalla scarsità d’informazione, ma questo è un altro, e troppo profondo, discorso) dal fatto che… non ci può credere. Non è quella la sua concezione della politica. Gliel’hanno raccontata diversa. Un partito che tra le sue linee-guida ha anche il motto “Essere impopolari per non essere antipopolari” è certamente agli antipodi rispetto all’idea che si ha comunemente in Italia dei partiti, della politica, dei politici. Ma appunto in questo io ritengo che risieda la nostra principale risorsa: i veri anticonformisti, i veri innovatori, quelli che, qualunque sia la loro età anagrafica, restano giovani grazie alla freschezza delle loro idee, beh, quelli siamo noi.
Io non ritengo affatto che “Se non sei comunista a vent’anni non hai cuore”; il mio cuore esiste, è vivo e attivo, giovane e in buona salute, ma, da quando li ha conosciuti, segue ed ammira i Radicali, condividendo in toto la scelta che il mio cervello, svuotato da tutti i preconcetti che parenti, amici, professori, mass media e quant’altro avevano tentato di infilarci a forza, ha fatto un paio di anni fa. Credo, senza esagerazioni, che questa sia stata una delle scelte migliori della mia vita.

Marianna Mascioletti


Complimenti Marianna, sei stata bravissima ad esprimere un sentire comune fra tanti giovani radicali. Come me, che fino a qualche anno fa lo ero quasi senza saperlo.

postato da luoghicomuni | 11:10 | commenti (4)


sabato, novembre 29, 2003
 

E POI DICONO CHE E' SCEMO.

Se lo è, allora Bush è circondato da uno staff di genii che lo guidano e lo consigliano.
Perchè questa mossa è geniale, coraggiosa e tempestiva.
Campagna elettorale anticipata? Demagogia? Può darsi.
Ma questi gesti hanno un'importanza simbolica straordinaria. E possono cambiare (in questo caso in meglio) il corso della storia.

Complimenti presidente, chapeau.

postato da luoghicomuni | 21:18 | commenti (5)
 

RISPOSTA DI FASSINO SUL CASO 'RESISTENZA IRACHENA'.

Ricevo e volentieri vi inoltro integralmente la risposta che ho ricevuto dalla segreteria DS alla mia precedente segnalazione:


Caro Massimo,

Apprendo dalla sua email l’esistenza di tale appello, nonché il fatto che un esponente della segreteria comunale di Lucca vi abbia aderito (adesione che peraltro non ci sembra figuri più sul sito).
Il contenuto dell’appello, e più in generale del sito in questione, é del tutto incompatibile con le posizioni da sempre espresse dal nostro partito, a tutti i livelli, relativamente sia alla situazione irachena sia a quella mediorientale nel suo insieme.
La nostra contrarietà alla guerra in Iraq, infatti, non si è mai disgiunta dalla preoccupazione di come porre termine ad una sanguinaria dittatura prima, e di come garantire una pacifica transizione alla democrazia per il popolo iracheno poi. Né è testimonianza il viaggio che il Presidente del nostro partito, Massimo D’Alema, e la responsabile Politiche Internazionali, Marina Sereni, hanno compiuto con una delegazione dell’Internazionale Socialista in Iraq a giugno, per incontrare tutti i partiti politici dell’opposizione a Saddam Hussein e discutere con loro il futuro del loro paese, nonché la conferenza che abbiamo ospitato a Roma nel luglio scorso sul tema “Costruire la democrazia in Iraq. Per la pace in Medio Oriente”, per offrire tutto il nostro sostegno all’appena insediato Consiglio di Governo provvisorio iracheno, ed ai promotori israeliani e palestinesi della Road Map.
Forti di tali posizioni, e della loro continuità nel tempo, stiamo provvedendo a verificare le firme di adesione dell’appello in questione – a partire da quelle di Lucca – per poter prendere eventuali provvedimenti.

Distinti saluti,

Piero Fassino



Ringrazio di cuore Piero Fassino, la segreteria nazionale e il dipartimento Politiche Internazionali dei Ds per la gentile ed esaustiva risposta.
Al tempo stesso confermo che nella lista delle adesioni aggiornata al 22 Novembre continua ad esserci un'esponente della segreteria comunale DS di Lucca, o comunque un'aderente che così viene presentata.

La risposta è stata inviata dalla segreteria DS anche all'Opinione, il quotidiano che si è dimostrato più attento al caso, e subito è stata ben commentata in un articolo di Ruggiero Capone.

La cosa divertente è che in tale articolo vengo citato come 'simpatizzante diessino'.
Giusto per chiarezza, sono un radicale. Talvolta condivido le posizioni dei DS, spesso le critico, sempre le rispetto. Trovo molte consonanze con le posizioni dell'esigua minoranza 'liberal' dei DS, guidata da Morando, ma voto radicale praticamente da sempre.
Francamente non so quanto tutto ciò faccia di me un 'simpatizzante diessino'.



postato da luoghicomuni | 20:59 | commenti (4)


martedì, novembre 25, 2003
 

EMMA FOR IRAQ: CI SONO ANCH'IO.

Come posso non aderire?

postato da luoghicomuni | 14:45 | commenti (5)
 

AGGIORNAMENTI SULLE ADESIONI ALL'APPELLO DEI CAMPI ANTIMPERIALISTI.

Anche il Bersò spulcia nell'elenco delle adesioni, e vi trova una intera cooperativa che aveva anche ricevuto centotrentamila euro di finanziamenti da parte della Regione Lombardia. Tutta la storia e tutti i link, qui.

Intanto gli antimperialisti pubblicano la lista delle adesioni aggiornata al 22 Novembre, e da una prima analisi mi sembra che continuino ad essere tutti lì: esponenti di CGIL, esponenti di Rifondazione (nonostante gli sforzi del segretario), Università, l'esponente della segreteria comunale DS di Lucca...

(Puntate precedenti: 1, 2, 3, 4, 5)

postato da luoghicomuni | 14:31 | commenti
 

ANCHE I RAZZISTI HANNO UN CUORE.

Agghiacciante vignetta dal sapore di propaganda nazista, apparsa su Cuore all'indomani dell'11 Settembre 2001.
Una sola parola: VERGOGNATEVI!

Grazie per la segnalazione a Paolo di I Love America.

postato da luoghicomuni | 14:10 | commenti (2)


domenica, novembre 23, 2003
 

ANCHE IL RIFORMISTA SPULCIA LE ADESIONI ALL'APPELLO DEL CAMPO ANTIMPERIALISTA.

Segnalo in ritardo di un giorno questo articolo sul Riformista di ieri. Nell'articolo si fa riferimento in particolar modo al dato che l'adesione all'appello accomuni parte della sinistra ed estrema destra (ho aggiunto i link necessari):


L'appello si trova sul sito www.iraqlibero.net, come segnala Aldo Torchiaro, e ha una lunghissima lista di adesioni, regione per regione. C'è anche una sottoscrizione: dieci euro per la resistenza irachena. Dell'appello, e anche della sottoscrizione, se n'è già parlato nei giorni scorsi, ultimo Paolo Mieli ieri nella sua rubrica quotidiana sul Corriere della Sera. La polemica che ha investito gli antimperialisti riguarda la presenza di estremisti di destra tra le adesioni alla manifestazione del 13 dicembre. I nomi che circolano sono quelli di ex appartenenti a formazioni note e meno note della galassia neofascista italiana. Pasquinelli al Riformista risponde che «l'appello contiene una rigida pregiudiziale antifascista e che tutte le firme sono raccolte in buona fede», però poi lui stesso, tra l'altro, rivendica l'adesione dell'autorevole storico Franco Cardini, che non è un fascista ma uno studioso di destra, della destra no global e antiamericana, certamente sì. Non solo: sul solito sito di Indymedia, la cosiddetta Cnn dei no global (a proposito, ieri il portavoce di An, Mario Landolfi, ha annunciato che alcune procure italiane stanno indagando sugli insulti ai carabinieri uccisi in Iraq comparsi su Indymedia) c'è un lungo dossier che analizza i contatti tra antimperialisti ed estrema destra per lanciare la campagna «Iraq libero».(...)

Fascisti o no, comunque, il prossimo 13 dicembre a Roma, con gli antimperialisti di Pasquinelli, ci saranno anche iscritti e militanti di Cgil, Rifondazione, Comunisti italiani, del sindacalismo di base e di tutto il movimento no global. Ecco alcune firme: Umberto Gay, consigliere regionale del Prc in Lombardia; don Andrea Gallo della comunità genovese di San Benedetto al Porto; Ascanio Bernardeschi, consigliere provinciale del Prc a Pisa; padre Jean M. Benjamin di Assisi; Luca Franceschi, del direttivo Filt-Cgil di Lucca; Mara Malavenda e Vittorio Granillo, dei Cobas di Pomigliano d'Arco (ovvero i due sindacalisti di base che dissero «Non piangiamo la morte di Biagi») e finanche Hamza Roberto Piccardo, rappresentante dell'Ucooi, una delle maggiori organizzazioni musulmane d'Italia. (...)




Mi lascia perplesso il fatto che, secondo il Riformista, la polemica che ha investito gli antimperialisti riguardi solo la massiccia presenza di estremisti di destra fra le adesioni. Francamente queste adesioni non mi stupiscono affatto, visto che vedo gli attentati in Irak comi i tragici colpi di coda dei sostenitori di un regime fascista nei metodi e nelle intenzioni. Mi stupisce piuttosto che gente che si considera (evidentemente a torto) di sinistra possa aderire a queste iniziative.
Ma non dovrebbero essere democrazia e libertà i fondamentali valori basilari della sinistra?

E come non segnalare l'ultima perla dello 'storico portavoce del Campo antimperialista', Moreno Pasquinelli: «Sì, riteniamo che la strage di Nassiriya sia un atto legittimo della resistenza irachena contro gli eserciti invasori» ?
Concordo ancora una volta con le riflessioni in merito di Random Bits, che di nuovo ringrazio per la segnalazione.

A mia volta segnalo una analoga iniziativa dell'amico Paolo di I Love America, che andando a spulciare fra le adesioni ad un appello per la liberazione di Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, vi ha trovato una imbarazzante coabitazione di esponenti dell'estrema destra e del mondo cattolico.
Dopo l'era dei cattocomunisti, dobbiamo cominciare a parlare di cattofascisti?
Da leggere, su ILA.

Una riflessione finale si può trarre: quando si tratta di dare addosso agli odiati americani, portatori dei pericolosi virus di democrazia e libertà, estrema sinistra, estrema destra, cattolici illiberali e antidemocratici, islamo-fascisti, nostalgici dei peggiori regimi liberticidi vanno tutti allegramente a braccetto.

Vera e propria figura di sintesi, presente in entrambe le citate iniziative (pro-'resistenza irachena', pro-liberazione di Tareq Aziz), il solito Benjamin.



postato da luoghicomuni | 17:33 | commenti (3)


sabato, novembre 22, 2003
 

BRAVO BERTINOTTI: MA VADA FINO IN FONDO.

L'attento lettore di cui parlava Torchiaro nel suo articolo ha ricevuto una risposta dal segretario di Rifondazione Comunista, che pubblichiamo perchè crediamo faccia onore all'onestà intellettuale del suo autore.


per semplice chiarezza:
abbiamo chiesto con molta fermezza, a tutti i firmatari di quell'appello iscritti a rifondazione di ritirare la loro firma, sia se fosse a titolo personale e tanto più quando è in una veste in qulunque modo ufficiale di partito o istituzionale.
una risposta semplice: no! non è compatibili l'adesione a rifondazione comunista con la sottoscrizione di documenti di questo tipo.
cordialmente
fausto bertinotti




Bene.
Mi auguro che Bertinotti porti fino in fondo, e pubblicamente, questa sua posizione sugli 'iscritti che sbagliano'. Qui si continuerà a controllare se ci saranno defezioni nell'elenco delle adesioni all'appello per la Resistenza irachena.
Pur apprezzando le parole di Bertinotti (doveroso ricordare che la risposta è stata scritta prima dell'articolo di Torchiaro), lo informiamo che finora la richiesta del segretario è rimasta lettera morta, perchè quei nomi con la sigle del PRC a tutt'oggi sono ancora nell'appello alla 'resistenza irachena'. Non vorremmo che la nostra segnalazione alla fin fine non sposti una virgola, a danno della coerenza e dell'immagine e del suo partito.

Attendiamo fiduciosi analoghe risposte da Epifani, Diliberto e Fassino.

postato da luoghicomuni | 21:02 | commenti (1)
 

L'OPINIONE SI INTERESSA AL CASO 'AMICI DEI TERRORISTI'.

Lo fa Aldo Torchiaro in un ottimo articolo sull'Opinione di oggi, di cui riporto qualche estratto:


Un “appello alla resistenza irachena” circola su internet da qualche giorno. Non è proprio un’ innocua esortazione virtuale. All’indirizzo del sito http://www.iraqlibero.net, tutto italiano, troviamo le pagine chiamate “Diario della resistenza”, dove si dice che alla causa della liberazione dell’Iraq dall’imperialismo occidentale bisogna sacrificare ogni cosa. Anche i civili, se serve. O gli stessi poliziotti iracheni, complici degli invasori. E i militari dei paesi occupanti, come ad esempio i carabinieri italiani. Bene avrebbe fatto, a questo punto, il camion bomba dei terroristi di Nassiriya a terminare la sua corsa contro la caserma dell’Arma di stanza in quella città.

(...) L’improvvida iniziativa sarebbe passata sotto silenzio se un attento lettore non avesse spulciato la lista dei sottoscrittori dell’”appello alla resistenza irachena”.

Trovandovi nomi con l’esplicito riferimento alla Cgil – tra i quali alcuni noti del direttivo Filt Cgil – insieme a dirigenti locali del Partito della Rifondazione Comunista. Assessori e segretari di sezione di quella formazione hanno sottoscritto in pieno un documento di solidarietà ai “resistenti” di Nassirya e del triangolo sunnita. Il lettore ha scritto alla Cgil per chiedere se è compatibile l’adesione al sindacato con la sottoscrizione di documenti di quel tipo. Non ci risulta gli abbiano risposto. E questo silenzio, a sua volta inquietante, viene rotto solo da una nota di giustificazione diffusa dalla segreteria della Cgil ieri sera, attraverso la quale la responsabile delle relazioni internazionali, Titti Di Salvo, mette in chiaro alcuni punti cardine della sua organizzazione.

Intanto, come si dice, escusatio non petita, accusatio manifesta. Come dire: un comunicato stampa della Cgil in cui ci informa che questa è contraria ai metodi dei terroristi islamici suona quantomeno un po’ forzoso. Se gli altri sindacati, partiti e associazioni non lo fanno, è perché si ritiene che questo sia un fatto tra i più scontati. La Cgil no, tiene a precisarlo. E la Di Salvo dice: “Occorre intensificare i controlli finanziari, le operazioni di polizia internazionale e soprattutto occorre asciugare l'acqua che alimenta il terrorismo, promuovendo una nuova speranza per il conflitto israelo-palestinese e l'autogoverno del popolo iracheno".

Certamente bisogna intensificare i controlli finanziari, ma se questi portassero all’esito di fare emergere il canale dei siti internet che raccolgono le adesioni (e i soldi) di tanti attivisti del medesimo sindacato? Sarebbe imbarazzante.
(...)


Già. Molto imbarazzante.
Ringraziamo Torchiaro per aver rilanciato la questione dalle pagine di un giornale piccolo ma di grandissima spessore.
Speriamo che serva da pungolo per la sinistra affinchè faccia chiarezza sulle posizioni di una sua cospicua componenente.

postato da luoghicomuni | 21:01 | commenti


mercoledì, novembre 19, 2003
 

INVIATA PRIMA MANDATA DI LETTERE.

Ho inviato la prima mandata di e-mail riguardanti la questione di cui parlavo ieri.
Le ho scritte in gran fretta, quindi perdonerete se non sono troppo 'rifinite'. Chi vuole può usarle come modello per mandarne di analoghe.
Vi terrò informati in caso di risposte.


LETTERA A BERTINOTTI ( fausto.bertinotti@rifondazione.it )

Gentile segretario,
ho appreso che fra i firmatari dell'appello del Campo Antimperialista, movimento che raccoglie fondi per la 'resistenza irachena', vi è una significativa adesione di esponenti locali di Rifondazione Comunista (cfr. http://www.iraqlibero.net/pag/ades.htm ).
Intendo chiederle se l'adesione all'appello è tollerata dal vostro partito.
Grazie per la cortese attenzione.

Firma


LETTERA A EPIFANI ( info@cgil.it )

All'attenzione del segretario generale Guglielmo Epifani.
Gentile segretario,
ho appreso che fra i firmatari dell'appello del Campo Antimperialista, movimento che raccoglie fondi per la 'resistenza irachena', vi è una significativa adesione di esponenti della CGIL (cfr. http://www.iraqlibero.net/pag/ades.htm ).
Intendo chiederle se l'adesione all'appello è tollerata dal sindacato.
Grazie per la cortese attenzione.

Firma


LETTERA A DILIBERTO ( direzionenazionale@comunisti-italiani.it )

All'attenzione del segretario generale Oliviero Diliberto.

Gentile segretario,
Le segnalo che fra i firmatari dell'appello del Campo Antimperialista, movimento che raccoglie fondi per la 'resistenza irachena', compare un segretario di sezione del PdCI (cfr. http://www.iraqlibero.net/pag/ades.htm ).
Intendo chiederle se le adesioni al menzionato appello sono tollerate dal partito.
Grazie per la cortese attenzione.

Firma


LETTERA A FASSINO ( p.fassino@democraticidisinistra.it )

Gentile segretario,
Le segnalo che fra i firmatari dell'appello del Campo Antimperialista, movimento che raccoglie fondi per la 'resistenza irachena', compare un esponente della Segreteria comunale DS, Lucca (cfr. http://www.iraqlibero.net/pag/ades.htm ).
Intendo chiederle se le adesioni al menzionato appello sono tollerate dal partito.
Grazie per la cortese attenzione.
Firma


LETTERA ALL'UNIVERSITA' DI GENOVA. ( rettore@mbox.balbi.unige.it )

Magnifico Rettore,

Le segnalo che fra i firmatari dell'appello del Campo Antimperialista, movimento che raccoglie fondi per la 'resistenza irachena', compare un dipendente (in ruolo non precisato) dell'Università di Genova (cfr. http://www.iraqlibero.net/pag/ades.htm ).
Fin qui nulla da eccepire.
Ma l'uso 'disinvolto' della dicitura 'Università di Genova' in una lista di adesioni nella quale per pochissimi aderenti viene specificata la professione e l'ente di cui si è dipendenti, fa sospettare un uso strumentale del prestigio dell'Ateneo per finalità politiche.

Grazie per la cortese attenzione.
Firma


LETTERA ALL'ORIENTALE DI NAPOLI ( orgcol@iuo.it )

All'attenzione del Capo ufficio degli organi centrali di governo dell'Orientale di Napoli
Le segnalo che fra i firmatari dell'appello del Campo Antimperialista, movimento che raccoglie fondi per la 'resistenza irachena', compaiono tre dipendenti (in ruoli non precisati) dell'Università di Napoli 'L'Orientale' (cfr. http://www.iraqlibero.net/pag/ades.htm ).
Fin qui nulla da eccepire.
Ma l'uso 'disinvolto' della dicitura "'Università di Napoli 'L'Orientale'" in una lista di adesioni nella quale per pochissimi aderenti viene specificata la professione e l'ente di cui si è dipendenti, fa sospettare un uso strumentale del prestigio dell'Ateneo per finalità politiche.

Grazie per la cortese attenzione. Firma



postato da luoghicomuni | 19:41 | commenti (8)
 

SINISTRA ITALIANA E SOSTENITORI DEL TERRORISMO IRACHENO: BASTA CON LE AMBIGUITA'!

Dunque.
Abbiamo preso atto che esiste in Italia un Campo Antimperialista che sostiene quella che chiama 'resistenza irachena'.
Hanno preparato un delirante appello che inizia con le parole:

"La guerra che l'imperatore in pectore G.W. Bush, il primo maggio scorso, aveva solennemente dichiarato finita, è in realtà appena agli inizi."

e continua:

"Gli invasori hanno occupato il paese promettendo "democrazia e libertà". In realtà il governo fantoccio capeggiato dal militare statunitense Bremer, fallita la politica colonialista del "divide et impera", reprime con metodi dittatoriali e crudeli ogni manifestazione di malcontento. Chiunque osi sfidare le sue decisioni, viene catturato, arrestato e chiuso in campi di concentramento.
In queste condizioni la resistenza irachena si è andata progressivamente rafforzando nella prospettiva di diventare una vera e propria guerra di liberazione come fu quella vietnamita.
Noi riteniamo la resistenza irachena legittima, non solo sul piano morale, ma anche su quello politico."

Ma che cosa intendono questi signori per resistenza irachena?

E' tutto descritto minuziosamente nella pagina di fianco, intitolata 'Diario della resistenza': una sequela di attentati e attacchi terroristici verso le truppe angloamericane, ma anche verso poliziotti e civili iracheni, verso le neocostituite amministrazioni provvisorie locali, contro l'Onu e contro la Croce Rossa.
E, per ultimo, anche l'attacco ai nostri carabinieri a Nassirya.
Quelli del Campo Antimperialista ritengono giusto e legittimo, moralmente e politicamente, tutto questo.

Pensate che con questo si è raggiunto il fondo? Poveri ingenui: si comincia a scavare.
Infatti i nostri antimperialisti si impegnano a raccogliere soldi per sostenere questa resistenza:

"Tanti, tantissimi, comprendono che la resistenza irachena contro gli occupanti imperialisti e' giusta e legittima. Molti vorrebbero fare qualcosa di concreto per sostenerla. Venendo incontro a questa esigenza, assieme ai compagni iracheni, abbiamo lanciato una campagna internazionale di sottoscrizione. La Resistenza e' ai suoi primi passi, e' nella fase delicata, embrionale, in cui deve raggiungere una piu' ampia massa critica e unirsi in un fronte unito, creare una comando generale. In questo contesto e' piu' che mai importante l'appoggio internazionale. Le maniere per esprimere questo sostegno sono molte, ma esse devono essere concrete, tangibili.
Per questo invitiamo chiunque abbia a cuore la causa della liberazione dell'Iraq a sostenere la campagna a favore della Resistenza irachena. Come in altri paesi anche in Italia abbiamo aperto un Conto Corrente Postale. Per chi voglia farlo da un ufficio postale usi queste semplici coordinate: (...)"

Se ne è accorta anche la BBC, la cui corrispondente in Italia ha intervistato il portavoce degli imperialisti, Moreno Pasquinelli. Il quale alla stupefatta intervistatrice dichiara:

"Non è affar nostro come loro utilizzano questo denaro. Possono usarlo per stampare giornali, o per comprare armi per combattere per l'indipendenza dell'Irak.
Noi sosteniamo la resistenza armata in Irak. Il nostro denaro serve ad aiutarli, e non ci importa se lo utilizzano per comprare armi, kalashnikov, o medicine per la gente."

Non perderò tempo a descrivere l'amarezza e il disgusto che questa operazione mi ispira: l'hanno già fatto altri blogger meglio di quanto farei io (ad esempio Random Bits, cui devo la gran parte delle informazioni qui riportate).
Nè starò a confutare le palesi incongruenze, le contraddizioni, la pochezza argomentativa e le enormità ottusamente ideologiche che caratterizzano i documenti che questi antimperialisti propongono. Credo si commentino da soli.

Ma quello che mi ha incuriosito sono le adesioni all'appello degli antimperialisti. Chi ha il coraggio di aderire ad un'iniziativa del genere?
Centinaia di nomi e cognomi, seguiti dalla città di provenienza. Ma per alcuni aderenti - solo per alcuni - viene riportata, dopo il nome, qualche informazione in più.
Alcuni esempi:

... segretario circolo "Carlo Giuliani"-Cadorago del Prc
... Consigliere Provinciale P.R.C.
... Segretario Circolo PRC di Poggibonsi
... Consigliere comunale Prc
... segretario PRC Federazione di Fermo
... segretario circolo PRC di Osimo
... indipendente P.R.C., Assessore cultura, Porto San Giorgio
... Comitato politico PRC, Sardegna

... Segretario sez. Gagnoni PdCI

... Segreteria comunale DS, Lucca

... Direttivo SPI CGIL,
... Direttivo FILT-CGIL
... RSU Cantoni e Direttivo CGIL, Lucca
... Segreteria SLC CGIL, Lucca
... RSU Cobas scuola, Lucca
... segretario Nidil CGIL , Lucca
... segreteria regionale FLAI CGIL, Lucca

... Università degli studi di Genova
... Vicepreside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali Università di Bologna
... Università di Firenze
... Docente Universita di Firenze
... Università degli Studi di Lecce
... Università di Napoli l'Orientale [3 adesioni]
... Università della Calabria


Grande rappresentanza quindi per Rifondazione Comunista.
Se a livello nazionale il PRC dice:

"Siamo colpiti dalla tragedia di tante vite umane distrutte.
Siamo colpiti anche se sappiamo che essa è avvenuta in un contesto terribile in cui ogni giorno la vita umana è annientata. Ancora una volta è evidente che guerre e terrorismo si danno la mano.
Manifestiamo, quindi, tutto il nostro rispetto e la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime. Ma proprio in nome di questo rispetto intendiamo proseguire nell'impegno politico contro la guerra..."

...dall'altra molti suoi esponenti a livello locale, utilizzando la sigla del partito, aderiscono ad un appello in cui quell'attentato viene definito resistenza giusta e legittima, politicamente e moralmente, da sostenere e da foraggiare economicamente.
Sezioni e circoli locali di partito non possono fare la politica che vogliono, sono vincolati alle segreterie nazionali, che se necessario possono 'richiamare all'ordine' gli esponenti locali.
Per questo chiedo a Rifondazione Comunista qual'è la sua posizione sul manifesto dei Campi Antimperialisti, e se sconfessa questa adesione che - come vedo - non è un caso isolato.
Se volete chiedere (per favore, con gentilezza) un chiarimento anche voi, questo è l'indirizzo del segretario:
fausto.bertinotti@rifondazione.it

Molte adesioni anche fra i quadri locali della CGIL.
Il cui segretario Epifani qualche giorno fa dichiarava:

"La Cgil esprime sincero e profondo cordoglio alle famiglie dei Carabinieri e dei soldati morti nell'attentato terrorista a Nassyria in Iraq e solidarietà all'Arma e alle Forze Armate così duramente colpite - è quanto afferma una dichiarazione il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
Oggi è il momento del dolore per tutto il Paese e per tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani."

Se volete una spiegazione dalla CGIL, scrivete a:
info@cgil.it

Discorso minore, ma stessa schizofrenia per Comunisti Italiani e addirittura per DS, con soli due singoli casi.
Da una parte Diliberto e Cossutta solidarizzano e chiedono più soldi ai familiari delle vittime di Nassirya, e dall'altra c'è un segretario di sezione che aderisce a un movimento che manda soldi a chi quei carabinieri potrebbe averli ammazzati.
Se volete segnalare ai Comunisti Italiani e ai Democratici di Sinistra questi due casi isolati in cui viene usata la loro sigla, scrivete a:
direzionenazionale@comunisti-italiani.it
e a:
p.fassino@democraticidisinistra.it


A scanso di equivoci, chiarisco un paio di punti.
Non penso che Rifondazione, CGIL, Comunisti Italiani siano conniventi con il terrorismo iracheno. Ma penso (carta canta) che nella loro base accolgano anche posizioni vicine al fenomeno. Simpatizzanti. E credo che debbano evitare ambiguità, giri di parole, eufemismi, e prenderne le distanze con fermezza.
Prima di strepitare alle demonizzazioni e alle strumentalizzazioni, facciano un po' di pulizia in casa loro, bacchettando qualche esponente locale.

Secondo punto. Se un individuo aderisce a una proposta, se ne assume in prima persona le responsabilità. Ma se lo fa utilizzando delle sigle, non è più un semplice singolo cittadino, ma coinvolge anche la sigla utilizzata. E il partito, il sindacato, o l'ente coinvolto ha il dovere di prendere le distanze da questo utilizzo 'disinvolto' della sigla, chiarendo che quell'adesione è individuale e diffidando l'aderente dall'utilizzare la sigla, oppure di chiarire che queste adesioni sono tollerate come non in contraddizione con la politica dell'ente stesso.

Ed ecco perchè suggerisco di segnalare anche alle Università coinvolte la loro comparsa nell'elenco degli aderenti. Mi si obietterà: "ma che c'entra, lì si tratta di docenti e dipendenti di quegli atenei, è come se venisse citata la professione..."
Rispondo: e allora perchè non viene indicata la professione della stragrande maggioranza dei firmatari? Perchè i dipendenti delle Università sì, e i dipendenti dell'Agenzia Municipale dei Trasporti no? Perchè docenti e giornalisti sì, e spazzini no? E infine, se io fossi semplice impiegato dell'archivio all'Onu, dovrei comparire nell'elenco con la dicitura "Massimo De Sistemis, Nazioni Unite, Roma"?
Ad ogni modo, ecco gli indirizzi degli atenei coinvolti:

rettore@mbox.balbi.unige.it (rettore Genova)
rettore@unifi.it (rettore Firenze)
orgcol@iuo.it (Capo ufficio degli organi centrali di governo dell'Orientale di Napoli)
webmail@amministrazione.unical.it (Amministrazione Centrale Università della Calabria)

Per Lecce e per la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali Università di Bologna non ho trovato e-mail.
Chiudo segnalando la bizzarria, fra i firmatari, di un esponente dell'"Associazione di Volontariato e Solidarietà *Aiutiamoli a Vivere*, Pescara" e (ma questo ci meraviglia meno) la presenza di una vecchia conoscenza... un certo "Padre Jean M. Benjamin, Assisi".

Qualcuno conosce l'indirizzo e-mail del Papa?


postato da luoghicomuni | 00:17 | commenti (10)


lunedì, novembre 17, 2003
 

PROMEMORIA: CHIUNQUE DA LA COLPA ALLA PASSEGGIATA DI SHARON SULLA SPIANATA DELLE MOSCHEE, SBAGLIA.

Siccome è un luogo comune della propaganda antiisraeliana che sento ripetere molto (troppo) spesso, riporto questa dichiarazione (11 ottobre 2001) di Imad Faluji, ministro delle Telecomunicazioni dell’Autorità Palestinese:

Chiunque pensa che la violenza sia scoppiata per la spregevole passeggiata di Sharon sulla spianata delle Moschee, sbaglia, anche se si trattò della goccia che fece traboccare il vaso. L’Intifada fu pianificata in anticipo, sin dal ritorno di Arafat da Camp David, quando rovesciò il tavolo delle trattative con Ehud Barak avviate da Bill Clinton. Arafat rimase fermo, e sfidò Clinton. Rifiutò la proposta americana, e ferì gli Stati Uniti al cuore”.

Grazie a un articolo di Gualtiero Vecellio sull'Opinione.

postato da luoghicomuni | 14:02 | commenti